07/08/2020

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Gli anforati dell’Isola d’Elba

L’anfora, il più antico recipiente mai utilizzato per conservare il vino.

Tracce del suo uso risalgono a circa 6000 anni fa e furono gli Etruschi a diffonderle in Italia. Sono definite giare eterne, non solo per la loro storicità ma anche perché, a differenza del legno che dopo alcuni passaggi si esaurisce, le anfore non necessitano di sostituzione.

Unica ed inalterabile nel tempo, la terracotta non cede aromi, non modifica l’aspetto organolettico del vino, permettendo di mantenere il profilo identitario delle varietà di uve utilizzare al massimo delle proprie potenzialità. Inoltre questo materiale è traspirante, pertanto durante l’affinamento i vini vengono microssigenati naturalmente, senza l’intervento dell’uomo.

L’Azienda Arrighi è prima ed unica produttrice elbana, dopo i romani 2000 anni fa, ad utilizzare questo antico metodo di vinificazione. Si utilizza solamente pregiatissima terracotta d’Impruneta caratterizzata da una capacità di isolamento termico straordinaria che consente al vino di non subire sbalzi termici eccessivi durante la conservazione.
Con il rosso Tresse IGT ed il bianco Hermia IGT ritroviamo l’espressione della qualità Arrighi.

Gli uvaggi utilizzati sono infatti frutto di una sperimentazione ormai decennale avviata in collaborazione con la Regione Toscana (A.R.S.I.A) e il Consiglio per la Ricerca in agricoltura (C.R.A) dedita alla coltivazione di vitigni internazionali quali Viognier, Chardonnay, Manzoni, Syrah, Sagrantino e Tamparillo.

Se ne ricava una produzione di pregio e limitata.

Hermia
IGT Toscano Bianco
Viognier 100%

Lunga macerazione a contatto con le bucce in anfora da 800 litri, affinamento in bottiglia per conque mesi.
Sentori di albicocca, fiori gialli, agrumi, polpa do pesca.
Hermia è realmente esistito 5000 anni fa ed era lo schiavo cantiniere della villa rustica di San Giovanni all’Isola d’Elba. Per conto del suo padrone l’illustre Valerio Messalla, Hermia acquistò a Minturno (nel Lazio meridionale) grandi orci, detti dolia, su cui stampigliò il suo nome accanto alla figura del delfino che rimanda ad una antica es affascinante leggenda dell’Asia Minore.
Questo vino in cui si riscopre la fermentazione e l’affinamento in terracotta è dedicato al cantiniere Hermia, un omaggio alla secolare storia vitivinicola della nostra isola.

Tresse
IGT Toscano Rosso
Sangioveto 50% – Syrah 30% – Sagrentino 20%

Macerazione a contatto con le bucce per 14/16 giorni. Dopo la pressatura il mosto continua la fermentazione e l’affinamento in anfore da 800 litri per 15/18 mesi e successivamente 6 mesi in bottiglia.
“Il cru” dell’azienda è il prodotto di uve di un solo vigneto posizionato su un altopiano molto luminoso.
Vino potente, strutturato e longevo, prodotto solo nelle migliori annate.
Il nome tresse è dedicato alle iniziali dei tre svaghi utilizzati.
Abbinamenti consigliati formaggi stagionati e selvaggina.